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Occhi sul territorio: al via la campagna 2026 di telerilevamento aereo per una Toscana “open data”

È ufficialmente partita la campagna di rilievo aerofotogrammetrico 2026 della Regione Toscana. Con il via libera alla prima missione di volo concesso il 4 luglio, ha preso il controllo dei cieli una nuova stagione di monitoraggio ad altissima precisione che coprirà l’intero territorio regionale, isole comprese, per un’estensione complessiva di circa 23.200 chilometri quadrati. Le operazioni, che si concluderanno entro la finestra operativa del 30 agosto per garantire uniformità meteo e di condizioni vegetative, sono entrate nel vivo partendo dall’area del grossetano. Per accelerare le attività e sfruttare al massimo i giorni di sole, l’amministrazione prevede l’impiego simultaneo di due velivoli pronti a operare in parallelo in diverse zone della regione.

I rilievi non sono semplici fotografie, ma una complessa operazione georeferenziata coordinata dall’Ufficio Cartografico e dal Sistema Informativo Territoriale regionale, la cui esecuzione è affidata a un operatore economico tramite una gara aperta per servizi e forniture. Durante le missioni, gli aerei operano a un’altitudine compresa tra i 3.000 e i 4.000 metri di quota. L’attività consentirà di acquisire oltre 60.000 fotogrammi multispettrali, combinando lo spettro visibile RGB e l’infrarosso vicino, per un totale complessivo che supera i 20 gigabyte di dati grezzi. Il livello di dettaglio a terra è straordinario, caratterizzato da una risoluzione media di 15 centimetri che permette di distinguere nettamente piccoli oggetti sul terreno, dai quali saranno poi prodotte le ortofoto digitali finali con pixel al suolo di 20 centimetri. L’intero impianto tecnico punta a produrre dati territoriali certificati, accurati e omogenei, le cui verifiche in corso d’opera e finali sono affidate all’ingegnere esterno Stefano Nicolodi a garanzia di massima imparzialità.

Una delle domande più frequenti da parte dei non addetti ai lavori riguarda il motivo per cui si spendano risorse pubbliche quando esistono già i satelliti o servizi commerciali come Google Maps. La risposta risiede nella qualità del dato, nell’efficienza economica e nella proprietà legale dell’informazione. Le piattaforme come Google sono servizi pensati per la sola consultazione, regolati da licenze rigide, che non offrono dati grezzi riutilizzabili dalla Pubblica Amministrazione né garantiscono la certezza scientifica o l’obbligo di correttezza dell’informazione. Sul fronte satellitare, i progetti gratuiti europei come Copernicus arrivano al massimo a una precisione di 10 metri a pixel, mentre la futura rete IRIDE si fermerà a 2,3 metri. Per ottenere dettagli commerciali satellitari vicini a quelli aerei, ad esempio intorno ai 30 centimetri, i costi di mercato si aggirano sui 30 euro per chilometro quadrato e comportano la sottoscrizione di una licenza d’uso che vieta la libera redistribuzione. Al contrario, il rilievo aerofotogrammetrico della Toscana ha un costo di circa 14 euro per chilometro quadrato, offre una risoluzione nettamente superiore ed è interamente di proprietà pubblica. Acquistando direttamente il rilievo aereo, la Regione non è vincolata a licenze esterne, acquisisce un patrimonio permanente e può distribuire i dati in modalità totalmente open e gratuita.

Il programma attuale, normato dall’articolo 55 bis della legge regionale 65/2014, affonda le sue radici storiche nelle attività avviate dalla Giunta già nel 1975, ma è dal 2018 che ha preso il via un piano di monitoraggio sistematico e costante per evitare buchi storici e documentare l’evoluzione del territorio nel tempo. L’assessore regionale al governo del territorio, Filippo Boni, ha spiegato che investire nella conoscenza del territorio significa investire nella qualità dei dati alla base delle decisioni pubbliche. Le immagini acquisite non rappresentano soltanto fotografie aeree, ma un patrimonio informativo pubblico che sarà messo a disposizione di enti, professionisti, imprese, mondo della ricerca e cittadini, poiché la pianificazione territoriale, la tutela del paesaggio, la difesa del suolo, la protezione civile e il monitoraggio delle trasformazioni hanno bisogno di informazioni affidabili, aggiornate e condivise. Questo approccio si rifà alla celebre massima di Luigi Einaudi, secondo cui conoscere per deliberare è un principio fondamentale di buon governo. Al contempo, raccoglie l’eredità culturale di Piero Spagna, storico dirigente dell’Ufficio Cartografico regionale, che nel volume del 1986 intitolato La Toscana volando ricordava come la fotografia aerea sia un testimone oggettivo dello stato dei luoghi che, per sua natura, non contiene errori, non ammette omissioni e non sopporta contraffazioni.

Il patrimonio informativo raccolto non serve soltanto ad aggiornare la Carta Tecnica Regionale, ma rappresenta l’ossatura digitale per decine di applicazioni concrete a supporto della collettività. I dati georeferenziati verranno utilizzati per la pianificazione urbanistica dei Comuni, il monitoraggio delle trasformazioni del suolo, la tutela del paesaggio e dell’ambiente, e la progettazione di opere infrastrutturali o di difesa del suolo. Saranno inoltre fondamentali per i controlli in agricoltura e lo sviluppo dell’agricoltura di precisione, la tutela del patrimonio forestale, la regolamentazione dei corsi d’acqua, la protezione delle coste, le azioni di protezione civile e la prevenzione sismica, offrendo anche un supporto cruciale ai professionisti per la conoscenza del territorio in cui operano e al mondo accademico per le attività di studio e ricerca.

Tutti i dati prodotti entreranno a far parte della Base Informativa Territoriale regionale e saranno progressivamente pubblicati e resi consultabili in modo gratuito attraverso i servizi cartografici della Regione Toscana sulla piattaforma GeoScopio.