Lucchesia

Comuni di: Altopascio (LU), Borgo a Mozzano (LU), Capannori (LU), Lucca (LU), Montecarlo (LU), Pescaglia (LU), Porcari (LU), Villa Basilica (LU)

Lucchesia

Tu vedi lunge gli uliveti grigi
che vaporano il viso ai poggi, o Serchio,
e la città dall’arborato cerchio,
ove dorme la donna del Guinigi.

(Le città del silenzio, Lucca - Gabriele D'Annunzio)

 

Imponenti, geometriche, esteticamente impeccabili. E soprattutto percorribili. Le mura di Lucca sono un esempio unico in Europa. Non solo perché antiche, grandiose e ancora intatte. Ma perché questi quattro chilometri e mezzo di fortificazione (oggi alberata), in oltre mezzo secolo di vita hanno rappresentato, più di qualsiasi altri riferimento paesaggistico e architettonico, la cifra del luogo e il carattere dei suoi abitanti.

Dopo le cerchie romane e medioevali, quelle rinascimentali sopravvissute a tutt'oggi sono state costruire per difendersi da vicini bellicosi. Dovevano far paura al solo sguardo. Ma ciò che un tempo era rispettato, ora è un elemento imprescindibile della struttura urbana e del paesaggio. È il luogo in cui si passeggia per il solo gusto di farlo. È il luogo in cui i bambini imparano ad andare in bicicletta. È lo spazio nel quale nascono e si consumano nuovi amori. E se il luogo comune attribuisce al lucchese l'etichetta di persona schiva ma garbata, forse è proprio a seguito di questa presenza ingombrante che richiama un vago senso di chiusura. Non solo fisico, ma anche emotivo.

Eppure la Lucchesia, nella sua complessità, all'urbanizzazione preferisce la campagna e agli edifici preferisce le colline. Gli stessi colli che la cingono come una madre che protegge i suoi figli dai pericoli esterni: le colline proteggono la Lucchesia da Pisa, dalla Versilia, dalla Valdinievole. Un'area umida, bagnata dal Serchio, i cui territori agricoli, tutt'attorno, sono impreziositi da parchi, ville storiche, antichi borghi. È un rapporto diretto e centralizzante, quello che lega la città capoluogo con i territori agricoli circostanti. Del resto siamo di fronte a un ambito che, pur avendo dato i natali a grandi geni della musica (a partire dal compositore Giacomo Puccini), vive della naturale integrazione tra le risorse della pianura e quelle della montagna. Non a caso, poco distante, a ridosso della Lucchesia ci sono le Alpi Apuane che, un po' beffarde, fanno capolino. Un gioco che sembra non stancarle mai.

Lucchesia

In principio fu l'Auser. Così si chiamava il fiume che oggi comunemente conosciamo come Serchio. Nonostante questo, a differenza del più esteso ambito, l'origine di Lucca è alquanto incerta. Però su quel nome non ci sono dubbi: si chiamava Auser. E fu proprio su un'isola creata da questo antico fiume, in un vasto comprensorio palustre al confine tra le terre liguri e quelle etrusche, che ebbe origine la città il cui toponimo deriverebbe dalla radice celto-ligure "luk", che stava appunto a indicare un luogo ricco di paludi.

Sebbene l'anno di fondazione sia incerto, ci sono due riferimenti riscontrabili: i reperti archeologici rinvenuti (che risalgono a un lasso di tempo compreso tra il VI e il II secolo a.C. e che testimoniano sia la presenza dei liguri sia quella etrusca) e una nota scritta dallo storico romano Tito Livio, che cita Lucca per un episodio che risale al 218 a.C. (qui avrebbe fatto sosta il console Sempronio Longo dopo essere stato respinto da Annibale).

Ed è proprio sotto i romani che iniziano le opere di bonifica che rendono fertile la pianura dando avvio a un'intensa attività agricola. L'area viene popolata da ville e fattorie che, a partire da quel momento, hanno organizzato il territorio apportando profonde modifiche al paesaggio. La Lucchesia, in epoca medioevale, diventa terreno di conquista. Prima dagli Ostrogoti, poi dai Bizantini, infine dai Longobardi (durante il loro dominio vengono create nuove vie, compresa la Francigena). La strada verso l'autonomia inizia quando i marchesi di Lucca, nel X secolo, controllando la principale via di accesso a Roma ebbero la funzione di mediatori di complesse vicende politiche ed economiche.

La città inizia così anche il suo percorso di fortificazione e divenne una Repubblica. Ma la pressione di Firenze si faceva sentire e nel 1847 la città fu annessa al Granducato di Toscana. Quest'ambito, per come lo conosciamo ora, non era al tempo molto differenze. Coincideva infatti con lo storico Distretto delle Sei Miglia, che comprendeva il territorio disposto intorno alla città in forma circolare per un raggio di circa dieci chilometri occupando gran parte dalla piana (fino a quei territori che oggi corrispondono ai Comuni di Capannori e Porcari) e le fasce collinari della bassa Valle del Serchio (Borgo a Mozzano, Pescaglia, Villa Basilica). Grazie anche alle riforme liberiste e alla promozione dell’agricoltura promosse dai francesi, nella prima metà del XIX secolo la popolazione crebbe in misura ragguardevole. Mentre per lo sviluppo industriale, costituito da un tessuto di piccole e medie imprese che operano soprattutto nel settore cartario e carto-tecnico, occorrerà aspettare la seconda metà del Novecento.

Lucchesia

La Lucchesia è indubbiamente associata all'acqua. È questo l'elemento che, più di altri, caratterizza il territorio. Del resto la città di Lucca è nata proprio grazie all'intervento del fiume Serchio (un tempo chiamato Auser) che ne ha modellato le forme. L'acqua, al di là del conseguente rischio idrogeologico che persiste ancora oggi, è però sinonimo di fertilità. Un principio valido per la pianura, certo, ma anche per tutto il comprensorio. Ma grazie a questa presenza la Lucchesia è ricca anche di notevoli risorse idriche sotterranee e di fenomeni carsici.

La conseguenza? Tante buone sorgenti, anche con caratteristiche termali. Come ad esempio quelle di San Giuliano, che però sono comprese nell'ambito confinante. Non è questo l'unico elemento che la Lucchesia condivide con la vicina Pisa. Pensiamo infatti ai Monti Pisani, gli stessi su cui affiorano alcune delle formazioni più antiche della Toscana e che risalgono addirittura a 450 milioni di anni fa. Il paesaggio, dominato da un’ampia pianura centrale, corrisponde alla porzione occidentale di un vasto bacino intermontano di origine tettonica che un tempo era compreso tra i Monti Pisani e il Monte Albano (chiamato bacino di Lucca–Montecarlo–Vinci).

E proprio il lato meridionale della piana è bordato dal massiccio dei Monti Pisani, costituito principalmente dalle litologie della Formazione del Verrucano e dalle propaggini calcaree dei Monti d’Oltre Serchio e delle colline del Quiesa. Dall'altra parte ci sono invece le Pizzorne, che lasciano il posto ai rilievi della Brancoleria e alle colline situate alle pendici del sistema montuoso delle Alpi Apuane meridionali. Ma per quanto siano rilevanti i confini montuosi, la storia e la morfologia del territorio è figlia dell'acqua e del fiume Serchio, arrivato perfino a trovare autonomamente uno sbocco verso il mare con la tracimazione della soglia di Ripafratta, tra i Monti Pisani e i Monti d’Oltre Serchio. Un evento che portò alla formazione dei due bracci principali del Serchio, chiamati appunto Auser e Auserculus.

Lucchesia

Musicisti, pittori, poeti e scrittori. Sulla cultura di questa terra nobile e signorile, che tra i movimenti dolci delle sue colline ha inserito preziose ville per far sfoggio di limonaie e piante non presenti altrove, ha influito fin da subito il suo desiderio d'autonomia, seguito poi dalla determinante presenza di Elisa Bonaparte Baciocchi, principessa della città e sorella di Napoleone.

Col tempo, non è forse un caso che Lucca abbia dato i natali a compositori come Francesco Xaverio Geminiani, Alfredo Catalani, Luigi Boccherini (oggi il conservatorio porta proprio il suo nome) e, non ultimo, Giacomo Puccini. A lungo la città non gli ha dedicato neppur un vicolo. Un'evidenza confutata solo in epoca recente, quando nella piazza di fronte alla casa in cui è nato è stata collocata una statua in suo onore.

Come Pascoli ha dato il suo nome a Castelvecchio, così Chiatri ha preso il nome da Puccini. Nonostante la scelta di comprare una casa tra cipressi e monti, sulle colline della Lucchesia, Puccini scelse di far sbocciare la sua maturità a Torre del Lago, allontanandosi da Lucca. Rapporti di odi et amo hanno legato gli artisti a questa città. È il caso dell'ermetico poeta Giuseppe Ungaretti, nato ad Alessandria d'Egitto, che ha riscoperto da vicino le sue origini e le sue radici solo attorno ai trentanni, dedicando alla città la poesia "Lucca" (pubblicata nel volume "Allegria" nel 1931) che lui, poeta nomade, vede per la prima volta e che molte altre volte visiterà in seguito.

Analogo titolo attribuirà Gabriele D'Annunzio alla poesia che descrive Lucca come «la città dall’arborato cerchio, ove dorme la donna del Guinigi», ovvero Ilaria del Carretto. Questa è anche la città del poeta Giosuè Carducci, dello scrittore Enrico Pea, dell'architetto Lorenzo Nottolini.

Non solo musica e letteratura, dunque. Ma anche architettura e dipinti. Sì, la Lucchesia è il luogo dei pittori. Di quelli che ci sono nati, come Antonio Possenti e Pompeo Batoni, e di quelli che l'hanno ritratta. Il più alto degli esempi arriva da un espressionista viareggino, Lorenzo Viani, da sempre più attratto dalla povertà che dalla ricchezza, dalla marginalità piuttosto che dalla nobiltà. La sintesi della sua arte è ben espressa dall'opera di grande formato "La peste a Lucca". Un dipinto che nella resa pittoria stravolge e appiattisce la dimensione fisica delle mura rendendo protagonista il popolo afflitto.