Governo del territorio: lo stato dell’arte a 10 anni dalla Legge 65
Si è tenuto lo scorso 6 maggio a Fiesole il seminario “La disciplina del governo del territorio in Toscana“, un’occasione di confronto qualificato organizzata dall’INU Toscana e da Fiesole Democratica. L’evento, patrocinato dal Comune di Fiesole, è stato dedicato alla presentazione dell’omonimo volume curato da Camilla Cerrina Feroni e Gian Franco Cartei, che raccoglie contributi di numerosi esperti del settore.
Un decennio di innovazione
A oltre dieci anni dall’entrata in vigore della Legge Regionale 65/2014, il seminario ha offerto lo spazio per tracciare un bilancio su quello che non è stato un semplice atto normativo, ma un vero snodo del “modello toscano” di governo del territorio. L’assessore regionale al governo del territorio, Filippo Boni, ha sottolineato come la legge abbia centrato l’obiettivo primario di limitare il consumo di suolo e l’espansione incontrollata dei centri abitati. I dati del Rapporto SNPA/ISPRA 2025 confermano infatti un rallentamento del consumo di suolo in Toscana più marcato rispetto alla media nazionale. Ad oggi, i numeri della pianificazione territoriale sono imponenti: 160 approvati piani strutturali approvati, 80 adottati e 20 avviati. Piani Operativi: 114 approvati, 55 adottati e 85 avviati.

Le criticità: tempi e burocrazia
Nonostante i successi, l’assessore non ha nascosto le difficoltà segnalate dagli enti locali e dalla società civile. Il nodo principale resta quello della tempistica: occorrono mediamente dai 3 ai 4 anni per l’approvazione di uno strumento urbanistico, un tempo giudicato eccessivo per rispondere a un contesto che muta velocemente. Boni ha evidenziato come sia critico il fatto che un sindaco possa non riuscire a pianificare il proprio comune nell’arco di un’intera legislatura. Tra le problematiche sollevate, specialmente dai comuni più piccoli, figurano: l’eccessivo carico amministrativo e le troppe fasi procedimentali; i quadri conoscitivi estremamente onerosi (indagini geologiche, archeologiche, ecc.); la collocazione della conferenza paesaggistica nella fase finale, che rischia di vanificare anni di lavoro.

Verso lo “Snellimento Selettivo”
Il futuro della normativa regionale si muoverà verso una semplificazione che l’assessore ha definito di “snellimento selettivo”. L’obiettivo è duplice: nell’immediato risolvere le criticità procedurali più urgenti e poi strutturale avviando una revisione profonda in collaborazione con gli enti locali, l’INU e i professionisti del settore per aggiornare i punti di debolezza della legge.

La rigenerazione urbana
Un tema centrale del dibattito è stato quello della rigenerazione urbana, intesa sia come recupero tecnico, che come visione comunitaria delle città. Citando Giorgio La Pira, l’assessore ha ricordato che in una città deve esserci “un posto per tutti“: per pregare, amare, lavorare, pensare e guarire. La sfida dei prossimi anni sarà facilitare il recupero di quelle aree dismesse (urbane e rurali) che non godono di immediata convenienza economica o di contributi pubblici come il PNRR, per contrastare l’abbandono e il degrado del paesaggio. “Il paesaggio è ciò che resta quando il tempo si deposita nelle forme della terra. È memoria visibile, è identità condivisa.” L’evento si è concluso con l’impegno della Regione a custodire senza immobilizzare , recuperando quel valore di pianificazione condivisa e reciproca fiducia tra Comuni e Regione necessario per disegnare il futuro della Toscana.