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Convegno annuale Associazione Italiana di Cartografia

Lo sviluppo della cartografia topografica ha registrato un incessante susseguirsi di tecniche, di metodi e di grafismi sempre più evoluti e precisi che negli ultimi

Lo sviluppo della cartografia topografica ha registrato un incessante susseguirsi di tecniche, di metodi e di grafismi sempre più evoluti e precisi che negli ultimi decenni si sono vieppiù implementati grazie alle nuove possibilità offerte nel rilievo della superficie terrestre e dalle tecniche di processamento dei dati, unitamente all’evoluzione del digitale e alla diffusione delle comunicazioni in rete mentre, nel frattempo, l’immaterialità del file prendeva il posto della filiera cartografica, favorita dalla crescente diffusione e utilizzo dei GIS. Ma anche l’interesse per la visualizzazione del territorio con il remote sensing, nonché la libera disponibilità all’interno delle reti cui si è di recente aggiunto il contributo dell’AI, hanno influito considerevolmente in questo processo evolutivo, peraltro avulso dai limiti che prima erano imposti dai confini amministrativi.
Regina e madre di tutte le altre rappresentazioni territoriali, la cartografia topografica è tradizionalmente rimasta in carico allo Stato quale depositaria di quella realtà (il territorio) che costituisce la base fisica del suo esercizio di potere, tanto da istituire degli Organi specifici addetti alla sua realizzazione, per le proprie attività ma anche per gli usi civili.
All’Istituto Geografico Militare è riservata la produzione della cartografia topografica, alle varie scale e in vari formati cui ha sempre provveduto a partire dall’Unità d’Italia. La sua lunga produzione si è dovuta però incrociare con la nuova organizzazione dello Stato quando ha trasferito la delega della gestione del territorio alle Regioni le quali, per soddisfare le esigenze di corretta pianificazione e gestione, hanno messo in campo una produzione cartografica molto dettagliata, anche se disomogenea, rispetto alle tradizionali basi topografiche, catturando subito l’interesse degli operatori territoriali sia per l’aggiornamento temporale e il dettaglio dell’informazione, sia per la possibilità, oggi, di disporne liberamente grazie ai geoportali, regionali e nazionale.
Questa sorta di bipolarismo tra produzione ufficiale dello Stato, ancorata a schemi più tradizionali, e quella regionale più vicina, invece, alle istanze della base, segnato evidentemente dalla differenza di scala in funzione della quale si decide l’utilizzo dell’una o dell’altra, suggerirebbe un’integrazione in vista di una sinergia efficiente per la conoscenza e la gestione, comunque, di un unico territorio, visto l’incombere dell’AI anche in questo settore e le potenzialità che da un suo accorto utilizzo potrebbero derivare per sotto il profilo della tutela ambientale.
Questo convegno si prefigge appunto lo scopo di approfondire il ruolo delle rappresentazioni topografiche oggi nella conoscenza, tutela e gestione del territorio, ma anche nello studio delle vicende che ne hanno determinato l’attuale assetto ambientale, culturale e paesaggistico.
La scelta di Firenze come sede, il luogo simbolo della sua storica produzione e la base dell’attuale disseminazione tipologica e dimensionale, favorisce l’approfondimento di tali aspetti nell’ottica di una sinergica integrazione tra dati, geolocalizzazione, aggiornamento, studio, pianificazione e gestione, ivi compresa l’integrazione verticalizzata tra le produzioni ufficiali (Stato, Regioni, Comuni) e quelle “libere”.
Partendo dalle sue variegate produzioni e rimarcando il ruolo svolto finora dall’IGM in quanto organo ufficiale dello Stato, intende anche osservare come tale istituzione ha operato ed opera tuttora confrontandosi con un mondo capace di mettere in campo risorse finanziarie, tecnologie e mezzi ben oltre le possibilità di chi, invece, deve seguire dettati organizzativi rigidi e gerarchicamente definiti.

La cornice del Convegno comprenderà anche quest’anno uno specifico spazio dedicato all’esposizione di brevi contributi individuali di taglio epistemologico, metodologico o applicativo, riguardanti lavori conclusi o in itinere, riservato a giovani ricercatori e ricercatrici (dottorandi/e, borsisti/e, assegnisti/e, etc. fino a 34 anni), quale occasione di confronto e crescita in dialogo con esperti chair che discuteranno gli interventi presentati. Al termine della sessione, un’apposita commissione selezionerà gli interventi meritevoli per il conferimento di premio.