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Energia rinnovabile e sostenibilità

 

La lotta al cambiamento climatico non è qualcosa che sta al di fuori delle nostre vite. Piuttosto le invade. È per questo che, sempre di più, occorre cercare le risposte nel quotidiano, declinandole di conseguenza. Del resto quello che comunemente era definito “cambiamento”, ora è chiamato in un altro modo. Si parla infatti di “crisi” climatica.

Un contesto nel quale la sostenibilità – dai nuovi stili di vita all’utilizzo di energie rinnovabili – è individuata come il principale strumento di contrasto. Lo sanno bene le migliaia di giovani del movimento “Fridays for future” che scioperano per il clima. Una diffusa cultura ambientale che sembra contagiare ogni ambito, dal pubblico al privato.

Sul concetto di “plastic free” stanno prolificando progetti e azioni che riguardano comuni, province e regioni. E la Toscana è in prima fila: non solo nell’estate 2019 ha realizzato una legge ad hoc con cui si vieta la plastica monouso nelle spiagge e nei parchi, ma promuove inoltre “Arcipelago Pulito” (progetto sperimentale preso a modello dall’Unione europea e dal Governo per contribuire a ripulire dalle plastiche il mare insieme ai pescatori). Quello che si compie in Toscana è un lavoro di squadra. Qua, a vincere, è il modello partecipativo.

L’obiettivo generale è quello di realizzare una Toscana a bilancio emissivo zero al 2050. Un traguardo al quale concorrono molte politiche regionali e che sarà raggiunto con la riduzione delle emissioni dei gas climalteranti. Come? Con azioni specifiche che riguardano la progettazione delle città, la gestione dei rifiuti e, appunto, l’energia.

Sono stati attivati progetti concreti. Azioni che hanno portato a investire sull’economia circolare, sullo sviluppo delle energie rinnovabili, sulla lotta alla dispersione delle plastiche, sulla riduzione delle perdite di acqua e sullala realizzazione di invasi. Tutti elementi, questi, contenuti nel documento “Toscana carbon neutral al 2050”.

Tutte azioni destinate alla costruzione di un futuro migliore. Quello che spetterà in sorte ai giovani, che dimostrano di essere particolarmente sensibili al tema della sostenibilità e delle energie rinnovabili. Secondo un’indagine sui temi ambientali condotta dall’Osservatorio giovani dell’Istituto Giuseppe Toniolo, più di otto giovani su dieci sono disposti a cambiare le proprie abitudini per ridurre l’impatto dei cambiamenti climatici sul pianeta. Una percentuale di poco più alta (82%) dichiara di essere disponibile a ridurre al minimo gli sprechi. Stiamo parlando di azioni e funzioni quotidiane che hanno a che fare con la luce, l’acqua, l’uso della plastica e il consumo di cibo.

La grande maggioranza degli intervistati ritiene che la qualità del futuro del pianeta sia strettamente legata alla responsabilità di ciascuno, non solo dall’operato dei governi, e che la salvaguardia del patrimonio naturale è uno dei temi che gli sta più a cuore. Se è vero che sanno cos’è la responsabilità, allora significa che la praticano: 7 su 10 scelgono infatti prodotti di aziende sostenibili, mentre l’85,35% fa la raccolta differenziata e l’87,1% ritiene che anche i piccoli gesti siano importanti per l’ambiente.

Un tema, quello del contrasto ai cambiamenti climatici, che passa anche dalla promozione dell’efficienza energetica e dalle energie rinnovabili. È quanto emerge anche dal Piano energetico ambientale regionale della Toscana (PEAR) per il periodo 2015-2020.

Il monitoraggio degli obiettivi regionali in termini di diffusione delle energie rinnovabili, risparmio energetico e contenimento delle emissioni di CO2 mostra che questi sono migliori dei target previsti al 2020, anche in riferimento alla normativa del c.d. “burden sharing” (rispetto degli obblighi europei e nazionali sul consumo di energia da fonti rinnovabili rispetto al consumo totale).

Tra gli strumenti regionali per conseguire questi obiettivi ci sono le opportunità offerte dai fondi strutturali e d’investimento europei 2014-2020, tramite i quali il governo regionale toscano ha incentivato azioni per ridurre il consumo di energia e le emissioni. In particolare l’ha attraverso i bandi previsti dal Fondo europeo di sviluppo regionale rivolti alle PMI per incentivare efficienza energetica negli edifici e nei processi produttivi. Sono state finanziate più di 300 domande ed assegnati contributi per circa 20 milioni di euro.

La legge regionale sulla geotermia rimane il primo punto di riferimento per ogni azione che riguarda le fonti di energia rinnovabile. Al momento rappresenta il 30% di tutta l’energia prodotta da fonti rinnovabili in Toscana (un dato che a livello nazionale copre solo il 2% dei consumi). Sono 34 le centrali attive in 17 comuni (soprattutto tra le province di Pisa, Siena e Grosseto) e hanno una potenza complessiva di 916 megawatt.

Un tema, quuello delle rinnovabili, presente anche nel Piano di indirizzo territoriale con valenza di piano paesaggistico della Toscana (Pit), che contiene allegati con cui si declinano le norme comuni per le energie rinnovabili di impianti di produzione d’energia elettrica da biomasse e che contengono le prescrizioni relative ai limiti localizzativi e alle potenze installate.